Storico culturali
INFORMAZIONI
Lorenzo Bartolini (1777-1850), il massimo scultore italiano dell’800, visse in questa casa dal 1819 circa al 1850. Nel 1973 una placca commemorativa è stata esposta sulla facciata.
Nel 1819 vi ospitò l’amico e pittore Jean Auguste Dominique Ingres, con il quale condivise per alcuni anni lo studio. Nel 1831 Bartolini fece costruire su suo disegno la villa al centro del grande giardino in cui abitò fino alla sua morte.
Le sue opere sono nei musei di tutto il mondo. Nel vicino museo dell’Accademia vi è una sua grande gipsoteca (raccolta di gessi). L’appartamento in cui vi trovate venne usato dal famoso scultore come studio privato (lo studio pubblico era a San Frediano).
SHINE di Sonny Cute (Stefano)
La fiducia in Dio di Lorenzo Bartolini. L'originale si trova all'Hermitage
ORIGINI E CARATTERISTICHE DELL’EDIFICIO
Borgo Pinti è una delle vie più antiche di Firenze. La maggior parte degli edifici risalgono al 1300 circa. Molti edifici erano piccoli monasteri per suore. Il nome Pinti sembra infatti derivare da “pinte” (dipinte), ossia prostitute, le quali si dipingevano il viso e in vecchiaia si facevano suore, per ritirarsi in convento. Secondo un’altra possibile etimologia “Pinti” deriva da “penitenti”, “pentite”, o "repentite" (convertite). Il bellissimo convento di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi, che si trova in Borgo Pinti, era stato fondato nel 1250 sul luogo dove già esisteva una casa di accoglienza per prostitute e il suo nome originale era "Santa Maria Maddalena delle Convertite" o "delle Penitenti".
Probabilmente anche l’edificio in cui vi trovate ha questa l’origine. I muri a volta originari sono molto antichi. Sono anche molto grandi, come si può vedere nel piano seminterrato dal forno a legna (tutt’ora funzionante) ricavato nella parete a sinistra delle scale. Se si toglie il coperchio potete vedere tutta la profondità del muro. Sempre nel piano seminterrato si può riconoscere lo spazio circolare da cui è stata ricavata la doccia: era un pozzo da cui veniva presa l’acqua per la casa. Ci sono anche le tracce di un secondo pozzo, verso il giardino (un altro pozzo, posto nel grande giardino, è ancora funzionante). Una altra particolarità dell’edificio è rivelato dalla colonna di pietra del piano terra, la quale sosteneva originariamente il portico. Ciò significa che con il tempo l’edificio si è allargato e le parti esterne sono diventate interne.
SPAZI PRIVATI E INTIMITÀ
Lo spazio interno non corrisponde al modello di abitazione che si è imposto tra ‘700 e ‘800 (500 anni dopo), quando è emersa l’idea di un Sé “privato”, è nata il nuovo tipo di famiglia detto “nucleare” e una nuova richiesta di privatezza e intimità si è imposta nelle abitazioni borghesi per mezzo della separazione delle stanze. Questo tipo di riorganizzazione dello spazio si ritrova, in parte, nei piani superiori dell’edificio, soggetti a ristrutturazioni più frequenti. Il tipo di spazio di questo appartamento non consente questa separazione tra le stanze. In antichità se c’era l’esigenza di creare una separazione lo si faceva con delle tende. È quello che abbiamo proposto anche noi. Ovviamente non è lo stesso tipo di privatezza e intimità nata nell’800. Ma si tratta di due concezioni molto diverse dello spazio abitativo. Può essere una esperienza nuova soggiornare in un tipo di spazio più antico. L’importante è non aspettarsi un appartamento moderno.